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MATTEO FERRETTI

brain

ENERGIA CHE PENSA

"Riusciremo mai a garantire all'arte ciò che il mondo sta facendo per l'energia?", una domanda che ha assillato Gropius e che, a distanza di anni mi sono spesso fatto, trovando poche risposte. Credo che sia l'unica domanda possibile.
Il passaggio da questa nozione della modernità appena intuita a una consapevole lettura del presente è solo di chi ha uno sguardo ricettivo rispetto alla società CONTEMPORANEA.
È maiuscolo per chi come Matteo all'arte guarda operando un'azione di allargamento in ambiti extrartistici e con attitudine pluridisciplinare, accettando in modo naturale lo scambio bilaterale fra l'arte praticata e i tanti livelli della produzione umana.

Ecco la SINERGIA, This is Tomorrow direbbe Wharol, questo modo di concepire la prassi artistica senza rigide distinzioni ma in termini fluidi e aperti trasforma Matteo in un "combines" moderno, capacità combinatoria fra pittura, istallazione, pensiero indagato, espresso e cerebralizzato.
L'attuale indagine di Matteo Ferretti fra energia rinnovabile e forme è frutto di un percorso artistico e personale che lo ha portato ad interrogarsi sulla connessione mente-natura, da cui si dipana l'energia che porta pensiero, idea e azione del vivente.

BRAIN mette al centro l'uomo e il sole, capaci di trasformare, creare e incanalare energia, lo scarto che esiste tra l'energia della mente e il cervello è speculare allo scarto che esiste tra il sole e l'energia che emana, l'opera è il risultato. Il cervello umano produce idee e le trasforma in azione, ecco la potenza…poi c'è il pannello fotovoltaico che converte l'energia solare, energia pura senza nessuna colpa da espiare e priva di giudizio, energia totale.
L'opera di Matteo intende, in questa accezione oggettiva, penetrare verso l'essenziale, vuole esprimere un'armonia assoluta, l'idea di assoluto, quasi platonica. Identificazione di un concetto etico, green economico, filosofico, che costituisce un cerchio che impianta una visione totale del mondo, contrapposta alla visione frammentaria della riproduzione parziale di una sola manifestazione della creazione.

È un progetto, il BRAIN, che punta molto in alto e gioca pericoloso, si eleva a mondo nuovo, il quale si raggiunge solo uscendo dall'individualismo. Non si tratta però di una visione, tutt'altro, vi è un'intima necessità nell'artista di creare per rendere conto a sé stesso e muovendo dal razionale e sociale realizzare il contingente.
Infaticabile nel promuovere stimolanti manifestazioni, Matteo è un sensibile e sottile esponente di un "realismo" umanissimo, un lucido linguaggio tecno-artistico , così che il cervello/brain diventa uno strumento della vita, solidissima presenza, idolo egiziano e prosopopea di un evento definitivo.
Tutto basato su una stilizzazione di un cervello ricoperto di celle di silicio, materiale dei pannelli fotovoltaici, si rende simbolo dell'interazione tra Uomo e Natura, attraverso le due energie pulite che la vita ci ha donato.
La cosa più luminosa al mondo si incontra con quella più sinapticamente veloce, senza sostanza, la luce penetra in ciò che non ha interstizi, l'azione solare ha il sopravvento su tutto, come un insegnamento senza parole. La luce solare è una metafora dell'adattabilità, capace di dare vita e farsi superficie aderente, dare nome alle cose. Il lavoro di Matteo lo porta a creare opere d'intensa e lancinante efficacia che sono dei reali "a fondo" nella tensione della creazione.

Lo scopo del brain project è richiamare socialmente l'attenzione sull'uso dell'energia sulla Terra, attraverso un percorso che, combinando arte, scienza e tecnologia, inviti a riflettere sul ruolo svolto dall'energia solare nelle passate civilizzazioni e su quello che tale fonte potrebbe avere nel nostro futuro.
La storia dell'uso dell'energia è, infatti, soprattutto la storia dell'energia solare nelle sue forme rinnovabili, radiazione solare diretta e diffusa, forme indirette di energia prodotte da vento, acqua, fotosintesi . Di contro è solo dalla rivoluzione industriale in poi che l'uomo ha iniziato ad usare le fonti non rinnovabili come carbone, petrolio e gas. Si tratta di una storia che può e deve costituire un grande insegnamento per noi che viviamo in un periodo in cui l'umanità è pressata da un crescente numero di problemi, molti dei quali connessi all'uso e alla disponibilità di energia.
Il BRAIN è anche un nuovo tipo di creazione artistica che parla con l'urbanizzazione del territorio, va alla ricerca di spazi pubblici che possono fare uso delle nuove tecnologie connesse alla raccolta di energia solare. Grazie a questo attributo queste opere d'arte solare giocano un ruolo importante contribuendo a produrre energia pulita, che stabilisce un diverso rapporto con i cittadini verso spazi artistici di autosufficienza energetica.
La seconda domanda che mi pongo spesso è questa: "cos'è un'artista?", si tratta di una domanda talmente elementare da suonare quasi irritante, ma le reazioni che suscita questa domanda, soprattutto tra gli addetti ai lavori, sono spesso così aggressive da convincermi di aver violato un tabù.
Secondo me l'operato dell'artista si può descrivere come un gioco, se per gioco si intende qualcosa di molto serio…

Marco Pegazzano

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